Come diverse culture internazionali interpretano il simbolo @

Hello Yuqo
Hello Yuqo
C
Che stiamo digitando indirizzi e-mail o scrivendo in forma abbreviata, il simbolo @ ha trovato negli ultimi decenni molteplici usi. Ciò che forse non sapete è che ha diversi nomi e interpretazioni a seconda della parte del mondo in cui vi trovate. È nato molto prima di internet, e ha percorso una strada interessante per arrivare dove si trova oggi.
Reading Time: 5 minutes

Il simbolo @ (chiocciola) fa ormai parte delle nostre vite online. Che si tratti di uno pseudonimo su Instagram o Twitter, un indirizzo e-mail o un breve messaggio di testo che state inviando, è impossibile negare l’utilità di questo strumento nel nostro linguaggio e nella nostra cultura. Sembra ormai che sia quasi universale, e fino a un certo punto lo è, ma non nel senso che vi potreste aspettare.

A seconda di dove vi trovate nel mondo, il simbolo @ potrebbe avere non soltanto un nome differente, ma anche un diverso significato. Esiste anche da molto più tempo di quanto potreste pensare e il suo utilizzo moderno non si discosta di molto da quello del passato.

 

COSA SIGNIFICA IL SIMBOLO @ ONLINE?

Cosa significa il simbolo @ online?

Prima di immergerci in profondità nella sua storia e nei suoi vari utilizzi, andiamo a rivedere cosa significa online il simbolo @. Poiché è lì che molti di noi lo vedono e lo impiegano regolarmente, è un utile terreno comune su cui basare le nostre idee riguardo a questo simbolo.

Per cominciare, praticamente chiunque riconoscerà il simbolo @ dal proprio indirizzo e-mail. Potreste non utilizzare spesso la vostra posta elettronica, ma ve ne occorre una per sottoscrivere a qualsiasi tipo di abbonamento online o mailing list e molte piattaforme di social media, oltre ad altri che richiedono una conferma della vostra identità e vi domanderanno di usare un indirizzo e-mail per confermare che siete la persona che dite di essere.

E parlando di social media, molte persone più giovani oggi riconoscono il simbolo @ principalmente dal sistema di tag su piattaforme di social come Instagram, Twitter e Facebook.

Nei primi due, appare nel nome quando taggate la persona che volete menzionare e che volete connettere alla vostra pubblicazione. In questo caso diventa quasi una parte del nome, anche se in tutti i profili appare all’inizio del loro nome. Su Facebook ha una funzione simile, dato che digitare @ è il modo per indicare che state per scrivere il nome della persona che volete taggare, anche se poi nel commento o post finale il simbolo non appare nel nome.

In entrambi i contesti, il significato in inglese è letterale, ed è un’abbreviazione per la parola “at” (“presso, a”). Quindi, per esempio, [email protected] è “johndoe *at [il dominio]* email.com”. @johndoe si riferisce invece all’utilizzatore *at [il sottodominio]* “johndoe”. È semplice, certo, ma è solo uno dei motivi che l’hanno reso così ampiamente usato.

 

LA STORIA DEL SIMBOLO @

La storia del simbolo @

Ma com’è che è nato questo strumento moderno? Da dove proviene esattamente il simbolo @? Ebbene, potrà anche aver cominciato a guadagnarsi una vera e propria popolarità negli anni ’70, come spiegheremo a breve, ma il cammino per arrivare dove si trova oggi è iniziato molto tempo prima. Per essere esatti, uno dei primi usi documentati del simbolo @ risale al lontano 1345, in una traduzione bulgara di una cronaca greca scritta da Costantino Manasse.

Avvicinandoci al modo in cui perlopiù ce ne serviamo oggi, dei linguisti hanno osservato che la lettera francese “à”, che si usava per significare “a” o “al valore di”, veniva talvolta scritta nella forma @, che costituirebbe una maniera per scrivere l’accento senza sollevare la penna dal foglio.

Oltre che come indicazione di valore, il simbolo restò peraltro largamente trascurato fino al 1971, quando Ray Tomlinson, l’inventore del moderno sistema di posta elettronica, decise di adoperare il simbolo @ come segnale per i computer che lo stavano utilizzando. In particolare, il simbolo comunicava al computer che la casella di posta che gli stava indirizzando un messaggio era ospitata in un dato dominio online. Nel parlato perciò, si sarebbe letto “[email protected]” come “john doe at email.com.”

 


Yuqo quotesIl simbolo @ (chiocciola) fa ormai parte delle nostre vite online. Che si tratti di uno pseudonimo su Instagram o Twitter, un indirizzo e-mail o un breve messaggio di testo che state inviando, è impossibile negare l’utilità di questo strumento nel nostro linguaggio e nella nostra cultura.


 

IN CHE MODO VIENE CHIAMATO IL SIMBOLO @ IN DIFFERENTI PAESI?

In che modo viene chiamato il simbolo @ in differenti paesi?

Considerato il suo significato online, immaginiamo che quelli fra voi che parlano inglese chiamino @ “il simbolo ‘at’”. Ma potreste restare sorpresi nello scoprire che le persone originarie di Paesi in cui non si parla inglese lo chiamano in maniera completamente differente (e spesso interessante).

Se per esempio chiedete a qualcuno che viene dalla Grecia, vi dirà che da loro si chiama παπάκι, che significa “anatroccolo”. I gallesi lo chiamano “malwen”, che è il termine locale per “chiocciola”, esattamente come viene chiamato da noi in Italia. Gli olandesi hanno scelto anche loro un nome basato su un animale, e lo chiamano “apenstaart”, che significa “coda di scimmia”.

Se andate a Taiwan noterete qualcosa di simile: da loro si chiama 小老鼠 (xiǎo lǎoshǔ), che è il termine locale per “topolino”. Il termine danese è altrettanto carino, ed è “snabela”, ovvero “proboscide d’elefante”. Ma è il kazako che ha il nome più affascinante: da loro si chiama айқұлақ, e cioè “orecchio della luna”.

Ma questo non vuol dire che la chiocciola abbia un nome carino e curioso ovunque. Se andate in Lituania, in qualsiasi Paese arabofono, in Iran o in Pakistan, il termine che usano per designarlo significa più o meno “a”. Il Nepal ha un significato analogo, anche se per loro il senso specifico è “nella misura di”. Perciò, se John Doe si trovasse in Nepal, il suo indirizzo e-mail in lingua nepalese si leggerebbe “John Doe nella misura di email.com”.

 

COME VIENE USATO IL SIMBOLO @ IN ALTRE LINGUE E CULTURE?

Come viene usato il simbolo @ in altre lingue e culture?

Per quanto molti di questi nomi siano piuttosto differenti l’uno dall’altro, si potrebbe comunque parlare di questo simbolo nello stesso contesto, a prescindere dal modo in cui la lingua che state parlando si riferisce ad esso. Ma in certi casi il simbolo stesso significa qualcosa di completamente distinto da come lo intendiamo nell’era di internet.

In Spagna, per esempio, viene tuttora utilizzato per designare un’unità di peso, perfino dopo tutti gli anni che sono passati da quella lettera del 1536 che ci ha fatto conoscere la storia di questo simbolo. Quest’unità di peso, chiamata “arroba”, si considera più o meno equivalente a 11,34 chili (o 25 libbre). Perciò, se volete indicare che qualcosa pesava 68 chili, potreste dire che pesava 6 @, o 150 libbre.

Nella lingua spagnola contemporanea ha trovato un impiego anche come neutralizzatore di genere. Se la -o alla fine della parola indica il maschile e la -a il femminile, la [email protected] viene impiegata dalle generazioni più giovani per indicare che il gruppo o concetto/oggetto inanimato di cui si sta parlando è di genere neutro.

Se vi trovate in Malaysia, potete usare @ anche come una maniera informale per scrivere la parola “atau”, che è l’equivalente locale di “oppure”. Ha trovato un nuovo significato anche nel linguaggio dei messaggi di testo in Portogallo, dove inserire una @ in una conversazione romantica viene spesso inteso come “bacio alla francese”.

 

CONCLUSIONE

Conclusione

I simboli occupano nel nostro linguaggio un posto speciale, e il simbolo @ è uno dei pochi, insieme alla “E commerciale” (&), che tutti in un modo o nell’altro utilizziamo nel nostro vocabolario scritto di uso quotidiano. Che stiamo taggando qualcuno su Instagram, spedendo un’e-mail, parlando di un gruppo di genere neutro in Spagna o inviando messaggi romantici in Portogallo, qualsiasi cosa stiamo facendo, il simbolo @ si introduce nel nostro linguaggio e nelle nostre vite.