Sei hashtag fallimentari da cui trarre insegnamento

Luke Sumpter
Luke Sumpter
G
Gli hashtag possono supportare o danneggiare un'azienda in modo rilevante. Esaminate questi sei tremendi scivoloni sui social media, per evitare di commettere gli stessi errori in futuro.
Reading Time: 4 minutes

Gli hashtag sono un modo sicuro per attirare l’attenzione sulle piattaforme di social media come Twitter e Instagram. Tuttavia, l’attenzione non è necessariamente un aspetto positivo! È sufficiente un errore di digitazione—o la mancanza di spaziatura e punteggiatura adeguati—per ritrovarsi in situazioni imbarazzanti, che il pubblico non dimenticherà facilmente. Se le grandi multinazionali e le celebrità possono commettere errori così esilaranti, anche le piccole start-up ed aziende e-commerce non sono al sicuro! Date un’occhiata a questi sei hashtag catastrofici per evitare di commettere gli stessi errori!

 

1: LA CHIAREZZA È FONDAMENTALE

Nel 2012, McDonald’s decise di lanciare una campagna sui social media per aumentare la trasparenza della sua filiera. Lo scopo era dissipare le indiscrezioni sulla famosa catena di fast food e avvicinare i consumatori al cibo offerto dall’azienda. McDonald’s pubblicò quindi su Twitter gli hashtag #meetthefarmers e #McDstories per incentivare il dibattito. Il primo hashtag ottenne molto successo, ma il secondo si rivelò un’arma… a doppio taglio. I clienti più maliziosi pubblicarono su Twitter le loro #McDstories—descrivendo gli episodi in cui erano rimasti intossicati dal cibo!

Questo errore è un esempio perfetto di come un hashtag ambiguo possa generare effetti tutt’altro che positivi! Utilizzate sempre hashtag chiari, per evitare di essere presi di mira dai troll.

 

2: TRACCIATE LA VOSTRA ROTTA

Habitat, l’azienda britannica produttrice di mobili per la casa, è stata colta in flagrante mentre utilizzava hashtag non attinenti, nel goffo tentativo di attirare l’attenzione del pubblico. L’azienda avrebbe dovuto probabilmente scegliere hashtag come #comfort, #relax o #riposo. Invece, ha pubblicato tweet corredati da hashtag come #KOBE e #TRUEBLOOD. Ben presto i follower hanno iniziato a segnalare questo comportamento così spudorato.

Qual è la morale di questa vicenda? Usate solamente hashtag rilevanti e pertinenti alla vostra azienda e ai vostri contenuti! L’inserimento di termini non attinenti, che siano di tendenza o meno, tende a suscitare sospetti e denota trascuratezza. Mostrate sempre la massima integrità, per guadagnare il rispetto della vostra clientela.

 

Usate solamente hashtag rilevanti e pertinenti alla vostra azienda e ai vostri contenuti.

 

3: DOMANDE&RISPOSTE: SOLO SE NON AVETE NULLA DA NASCONDERE

Le aziende etiche e moralmente integre possono serenamente interagire con il pubblico attraverso delle Domande&Risposte sui social media, usando hashtag su Twitter ed Instagram. Tuttavia, in caso di irregolarità o sotterfugi, gli scheletri nell’armadio rischiano di essere svelati. Questo è proprio ciò che è successo alla banca d’investimento americana JPMorgan Chase. L’azienda di servizi finanziari ha cercato di guadagnare fiducia e popolarità tramite l’hashtag #AskJPM. Tuttavia, il team di social media marketing ha deciso di lanciare questo hashtag proprio mentre la JPMorgan era sottoposta ad indagini governative. Il popolo di Twitter ha manifestato tutta la sua indignazione e l’hashtag è stato rimosso appena sei ore dopo la sua pubblicazione.

In questo caso le piccole start-up ed aziende e-commerce non hanno nulla di cui preoccuparsi. Gestire una rubrica di Domande&Risposte sui social media è un’ottima soluzione per dimostrare la massima apertura verso i clienti e conquistare la loro fiducia. La morale è: Agite sempre con onestà!

 

4: UNA VICINANZA FATALE

Gli hashtag non permettono di inserire spazi tra le parole. La mancanza di spaziatura non rappresenta un problema nei tag brevi, ma può creare seri imbarazzi in caso di frasi più lunghe. La star di Britain’s Got Talent, Susan Boyle, lo ha scoperto a sue spese. Nel tentativo di promuovere il suo nuovo album, la cantante ha deciso di organizzare un party di lancio. Per essere sicura che l’evento ricevesse il giusto risalto, ha pubblicato l’hashtag #susanalbumparty. Che altro aggiungere?

Da questo scivolone si può trarre un importante insegnamento. Revisionate ogni testo, dagli articoli pubblicati nei blog agli hashtag!

 

5: SVOLGETE DELLE RICERCHE PRIMA DI PUBBLICARE

Warburtons ha coinvolto i suoi clienti appassionati di hashtag in una situazione surreale su Instagram. L’azienda britannica produttrice di pane ha invitato la clientela ad utilizzare l’hashtag #CrumpetCreations, per mostrare i vari modi di gustare i crumpet (piccole focaccine salate). L’azienda era però ignara del fatto che l’hashtag veniva già usato da una community denominata Furries. Questo gruppo di utenti amava travestirsi da animali antropomorfizzati, per poi intrattenersi in rapporti intimi. Inutile dire che molti clienti della Warburtons hanno vissuto attimi di confusione sulla piattaforma di social media.

Prima di pubblicare un post, svolgete delle ricerche sugli hashtag che intendete utilizzare. È un’operazione che richiede pochi secondi, ma potrebbe evitarvi momenti di serio imbarazzo.

 

Prima di pubblicare un post, svolgete delle ricerche sugli hashtag che intendete utilizzare.

 

6: IL TEMPISMO È IMPORTANTE

Il tempismo può determinare il successo o l’insuccesso di una campagna pubblicitaria contenente hashtag. Qantas lo ha scoperto nel modo più doloroso. La compagnia aerea australiana lanciò l’hashtag #QantasLuxury nell’ambito di un concorso a premi. Gli utenti di Twitter erano invitati ad utilizzare l’hashtag nei post in cui descrivevano le loro esperienze positive con la compagnia aerea. Tuttavia, la situazione degenerò rapidamente. Il giorno prima dell’inizio del concorso, Qantas lasciò a terra l’intera flotta di aerei a causa di un conflitto salariale con il suo staff. La campagna promozionale su Twitter venne comunque lanciata. Diversi utenti e dipendenti della compagna aerea utilizzarono l’hashtag per dare sfogo alle proprie emozioni sulla piattaforma social.

Anche questa vicenda offre un insegnamento importante. Restate sempre in contatto con il vostro team di social media marketing! Pubblicare un contenuto controverso in un momento inopportuno può causare gravi ripercussioni! Esso non deve nemmeno essere collegato alle azioni della vostra azienda. Cercate di restare sempre aggiornati ed evitate di pubblicare contenuti che potrebbero suscitare reazioni emotive negative.

 

NON CADETE VITTIMA DEGLI HASHTAG FALLIMENTARI

Nel migliore dei casi, il post di un’azienda sui social media può suscitare reazioni forti, pertanto è fondamentale ottimizzare i propri hashtag in modo che rappresentino al meglio l’azienda e i suoi propositi. Se siete onesti e avete buone intenzioni, riuscirete a correggere rapidamente ogni eventuale errore.