La strana (e talvolta oscura) storia di Babbo Natale in Europa

Steven Mike Voser
Steven Mike Voser
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A differenza che negli Stati Uniti, in Europa Babbo Natale ha tanti volti. Esploriamo le strane ed oscure storie dietro alcuni dei Santa Claus d'Europa.
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Babbo Natale, o Santa Claus, è verosimilmente una delle figure leggendarie più celebri al mondo.

Ma sapevate che esistono molte versioni alternative di “Santa” in giro per l’Europa, basate su folklore e vecchie tradizioni?

In quest’articolo diamo uno sguardo alla strana, e talora oscura storia, dei tanti diversi Babbi Natale d’Europa.

 

1. OLANDA: SINTERKLAAS & PETER

Babbo Natale in Europa: Sinterklaas & Peter

La tradizione olandese di Santa Claus è stata messa di recente sotto attenta osservazione.

La versione olandese di Babbo Natale è Sinterklaas (o Sint-Nikolaas).

Rappresentazione di San Nicola, il Santo Patrono dei Bambini, è spesso designato come “De Sint”, (Il Santo), “ De Goede Sint” (Il Buon Santo), e “De Goedheiligman” (Il Buon Sant’Uomo).

Ma la rappresentazione di Babbo Natale non è la ragione per la quale questa tradizione natalizia olandese si è trovata di recente sotto tiro.

Il problema riguarda invece “Zwarte” Piet (Pietro “il Nero”), l’apprendista del santo; di origine moresca e spesso ritratto in una variopinta veste esotica e cappello piumato, lo si vede che reca un sacco pieno di dolciumi per i bambini.

Nella tradizione, Piet portava anche uno scopino da spazzacamino, che avrebbe usato per sculacciare i bambini cattivi. Alcune canzoni natalizie tradizionali raccontano anche che Piet riempirebbe il suo sacco di bambini cattivi, per riportarli in Spagna.

Per celebrare la leggenda di San Nicola, in periodo natalizio molti olandesi si travestono tuttora con costumi di Piet. La tradizionale “faccetta nera” però, sta diventando sempre più (in maniera controversa) un residuo del passato, mentre la tradizione lascia il posto a parametri più socialmente accettabili.

Il “Nero” Piet viene spesso accusato di razzismo; la leggenda e le sue celebrazioni sono nonostante tutto molto popolari ancora oggi, e stanno venendo rimodellate per adattarsi alle nuove norme sociali.

Il giorno onomastico di San Nicola cade il 6 dicembre, e viene celebrato scambiandosi doni il giorno precedente (la Vigilia di San Nicola), o facendo una sorpresa ai bambini con montagne di regali la mattina del 6 dicembre.

La leggenda di Sinterklaas è celebrata anche in Belgio, Lussemburgo, e nord della Francia, sebbene il giorno esatto in cui questo avviene possa variare a seconda della zona.

 

2. GERMANIA: DER WEIHNACHTSMANN, CHRISTKIND, NIKOLAUS, E KRAMPUS

Babbo Natale in Europa: der Weihnachtsmann, Christkind, Nikolaus, e Krampus

La Germania possiede svariate interessanti personalità natalizie.

La prima è “der Weihnachtsmann”, che letteralmente si può tradurre con “l’uomo di Natale”, o Babbo Natale.

“Der Weihnachtsmann” è piuttosto simile a Sinterklaas e Santa, ed è anch’esso basato sul Santo Protettore dei Bambini, San Nicola.

Tuttavia, a volte der Weihnachtsmann può esser visto recar con sé una coda, che dà ai bambini cattivi al posto dei regali.

È anch’egli accompagnato da un servitore o apprendista, chiamato “Knecht Ruprecht” (“Knecht” significa appunto servitore).

La storia di come Ruprecht è divenuto l’aiutante di Santa cambia a seconda delle regioni della Germania.

Secondo alcune di queste storie, lavorava prima come contadino; secondo altre, era un trovatello che San Nicola avrebbe allevato dall’infanzia.

Ruprecht viene di solito rappresentato con indosso una veste bruna con cappuccio a punta; porta un lungo bastone ed una borsa di cenere.

Talvolta è accompagnato anche da alcuni aiutanti, rappresentati solitamente come delle anziane donne con il volto annerito.

Secondo il folklore tedesco, Ruprecht chiederebbe ai bambini di recitare una preghiera; quelli che ne sono capaci ricevono in premio mele, pane di zenzero, e noci.

Quelli che non ci riescono, dal canto loro, vengono picchiati con il sacco di cenere di Ruprecht.

Alcune varianti della storia raccontano che i bambini buoni ricevono dolciumi da San Nicola, mentre quelli cattivi ricevono pezzi di carbone, bastoni, e pietre da Knecht Ruprecht.

Un’altra popolare figura natalizia in Germania è “das Christkind/Christkindl” (“il Cristo Bambino”).

Sebbene venga spesso confuso con Gesù Bambino, Christkindl è in realtà rappresentato come una figura angelica femminile, con ali e lunghi capelli biondi (simile alla Santa Lucia in Svezia).

Come Santa Claus negli USA, Christkindl porta ai bambini i loro regali il 24 dicembre, lasciandoli sotto l’albero di Natale.

È usanza che i genitori dicano ai bambini di stare nascosti ed aspettare il suono della campanella, segnale che Christkindl è passata ed ha lasciato i suoi regali.

La leggenda di Christkindl venne diffusa da Martin Lutero durante la Riforma Protestante del XVI e XVII secolo, ed era intesa come un riferimento alla reincarnazione di Gesù.

E per affiancarlo alla leggiadra innocenza della Christkindl, i tedeschi hanno Krampus, il demone natalizio.

Krampus viene ritratto come una figura cornuta, metà uomo e metà capra.

Trascina delle catene, è ricoperto di pelliccia o peli neri o bruni, ha una lingua lunga e puntuta (mostrata di solito che gli pende fuori dalla bocca), e zanne aguzze.

Durante la stagione natalizia, Krampus punirebbe i bambini cattivi, mentre San Nicola ricompenserebbe quelli che si sono comportati bene.

La leggenda di Krampus è ritenuta avere radici precristiane.

Oggigiorno fa tuttora parte della tradizione natalizia in alcune zone di Germania, Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Ungheria, Nord Italia, Slovacchia, e Slovenia.

In queste zone, gran parte delle città alpine celebrano l’annuale sfilata “Krampuslauf”, in cui dei giovani uomini si travestono da Krampus.

 

3. PAESI SLAVI: DED MOROZ

Babbo Natale in Europa: Ded Moroz

Ded Moroz, che si traduce letteralmente con “Nonno Gelo”, è una leggenda natalizia slava simile a quella di Babbo Natale.

A differenza di Santa però, o delle altre leggende simili che abbiamo finora illustrato, Ded Moroz porta i doni alla vigilia di Capodanno.

Similarmente a Santa Claus, viene generalmente rappresentato come un gioviale vecchietto con una lunga barba bianca, abbigliato di lunghe vesti bianche e blu e di “valenki”, un tipo di stivaletto di pelliccia che si calza durante l’inverno in Russia ed altri Paesi vicini.

Secondo la tradizione, Ded Moroz è accompagnato da Snegurochka, sua figlia maggiore nonché aiutante, anche lei vestita in modo simile.

Le origini di Ded Moroz sono state messe in relazione con epoche precristiane.

In alcuni testi viene detto figlio di Veles e Mara, due divinità pagane.

Ded Moroz divenne molto popolare nei Paesi slavi a seguito della Rivoluzione Russa, quando Natale ed altre festività cristiane vennero bandite in molte di queste regioni.

Oggi, la leggenda di Ded Moroz è ancora popolare in molti luoghi, specialmente la Russia odierna.

Nel 1998, la città di Veliky Ustyug, nella regione di Vologda Oblast, in Russia, è stata ufficialmente nominata città natale di Ded Moroz.

 

4. SVEZIA: JULTOMTEN

Babbo Natale in Europa: Jultomten e Nisser

L’ultima variante di Santa Claus che vediamo in quest’articolo viene dalla Svezia.

Come in molte parti del mondo, in Svezia il Natale si celebra il 24 di dicembre.

La creatura cui incombe il compito di distribuire i doni per celebrare la festa è conosciuta come Jultomten (chiamato a volte semplicemente Tomten).

Sebbene oggi il nome Jultomten sia usato indifferentemente anche per designare Santa Claus, può però far riferimento ad una creatura ibrida, un misto fra Santa Claus e un “Nisse”.

I Nisse sono degli esseri mitologici presenti nel folklore nordico.

Vengono solitamente rappresentati come creature piccole e barbute (non più alte di 30 cm), che spesso portano alti cappelli a cilindro.

I Nisse sono tipicamente associati con il solstizio d’inverno e la stagione natalizia, e secondo l’antico folklore veglierebbero sulle fattorie e sulle case durante il sonno dei contadini e delle loro famiglie.

Sebbene generalmente rappresentati come creature servizievoli, possono anche arrabbiarsi e punire i contadini uccidendo il bestiame, o creando scompiglio nella fattoria.

Oggi, il Jultomte viene ritratto generalmente come Santa Claus, malgrado le sue diverse origini culturali.